Nella nostra stanza di ospedale si sta rinnovando il miracolo della vita
Io e Stefano abbiamo fatto nascere la nostra quarta creatura.
Tutto è iniziato a Natale scorso, quando nonna Teresa e zia Daniela hanno fatto lo stesso regalo a Filippo. Due scatole dello stesso gioco ci sono sembrate sprecate, così zia Daniela si è ripresa la sua dicendo che l'avrebbe cambiata.
E così ha fatto, ma poi non ci siamo più visti quindi non ci si è più pensato.
Quando ci hanno ricoverati, zia Daniela ne ha approfittato per portare il suo regalo a Filippo.
Si tratta di una scatola della Clementoni chiamata "parco giurassico", nella quale abbiamo trovato un plastico adatto a far crescere delle piantine (di cui erano compresi i semi che abbiamo subito piantato nel terriccio fornito assieme al resto), posizionare quattro dinosauri, effettuare l'esperimento di eruzione vulcanica usando aceto, bicarbonato e colorante alimentare rosso (abbiamo intrattenuto tutto lo staff infermieristico con le nostre eruzioni).
Ma la cosa più interessante era la presenza nel plastico di una vaschetta destinata ad accogliere i triops.
Crostacei ancestrali già presenti all'epoca dei dinosauri, possono essere allevati da chi compra il gioco e richiede alla Clementoni le uova e il mangime documentando l'acquisto della scatola mediante un codice presente al suo interno.
Mi sono subito fatta spedire le uova. Inizialmente, presa dalla fretta di fare, non ho seguito a dovere le istruzioni: ho versato metà del contenuto del sacchetto in acqua minerale mentre era richiesta acqua distillata, e dopo un po' di giorni non era ancora nato niente.
Ho quindi comprato l'acqua distillata guadagnando così un ottimo punteggio con il ferramenta sotto casa, che ha sicuramente pensato che finalmente avevo deciso di mettermi a stirare, ho buttato tutto e versato la seconda e ultima parte di uova nella vaschetta.
Questo succedeva venerì sera. Domenica mattina le uova si erano magicamente schiuse e nell'acqua si percepiva un movimento. I triops erano nati!!!
Lunghi, anzi corti, circa un millimetro e bianchi, si muovevano per tutta la vaschetta.
Ci siamo emozionati e il reparto con noi.
Dopo un paio di giorni ci siamo accorti che uno dei triops era molto più grande degli altri, e che ce n'erano almeno altri due, minuscoli.
Dato che, secondo le istruzioni, non era ancora tempo di dar loro da mangiare, abbiamo aspettato, ma il triops grande deve aver fatto fuori i fratelli perché a un certo punto è rimasto da solo.
Ora l'acqua è pulita, lui mangia regolarmente e a forza di mute dell'esoscheletro che troviamo sul fondo della vaschetta è diventato di circa due centimetri e mezzo, compresa la coda.
Nessuno di quelli che entrano in stanza rimane indifferente: qualcuno è affascinato, qualcuno incuriosito, qualcuno schifato, qualcuno addirittura intimidito.
Perfino la nostra Primaria ha mostrato di essere a conoscenza del nostro inquilino. Non l'ha degnato di uno sguardo ma, a modo suo, ha dato la sua approvazione al suo soggiorno in reparto.
Il prossimo passo sarà quello di trasferirlo in una vasca più grande sperando che aumenti di dimensioni...
Anna
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