Gli uomini sono fatti per stare davanti a uno schermo acceso, con un unico programma aperto, e l'unica altra cosa che riescono a fare è spostare la sedia su cui siedono mentre qualche bambino gli gattona intorno.
Gli uomini sono fatti per restare seduti a tavola dopo cena mentre la moglie sparecchia, per guardare un telefilm con le cuffie e non accorgersi che di là i bambini urlano distruggono parte della casa, per guidare scegliendo strade improbabili, incuranti delle indicazioni stradali e dei suggerimenti degli altri passeggeri, e arrivare comunque alla meta.
Sono fatti per smontare un elettrodomestico per ripararlo e passare l'intero weekend a rimontarlo, e nel frattempo non rispondere a nessun tipo di domanda che non sia "hai fame?", sono fatti per sedersi sulla sdraio, sotto l'ombrellone, con una rivista di computer e il cellulare a portata di mano.
Gli uomini sono fatti per indicare la rotta, per fornire un modello, perché i loro figli dicano: "quando sarò grande voglio essere come mio papà".
Gli uomini sono fatti per tutte queste cose, e non c'è una vena polemica in quello che scrivo, non sono ironica e non mi sto lamentando.
So per certo, inoltre, per cosa non sono affatto fatti gli uomini.
Gli uomini non sono fatti per fare i padri single, per preparare pappe e tentare di nutrire bambini di un anno, più interessati a ficcare qualcosa nel piatto che in bocca, per cambiare tre pannolini di seguito perché si fanno i bisogni a rate, e non è logico, per alzarsi di notte a dare acqua o a tirare sù il lenzuolo.
Non sono fatti per preparare borse coi cambi prima di una scampagnata, per scegliere i vestiti adatti, per ricordarsi di portare il bavaglino e un po' di camomilla, che non si sa mai.
Gli uomini non sono fatti per vivere in una stanza di ospedale dove devi andare in bagno di corsa, dove non puoi nemmeno chiuderti a chiave, e rischi sempre che entri qualche infermiera, per mangiare il cibo del vassoio in piatti di plastica, per pulire vomiti e diarree, cambiare lenzuola, soffiare nasi e lavare denti.
Tutto questo, invece, con tante difficoltà, mio marito lo fa ogni giorno, da quasi tre anni (con qualche interruzione, per fortuna), senza lamentarsi, senza risparmiarsi, quasi senza chiedere aiuto.
Dice che non ha più l'età, ma non è una questione anagrafica a farlo sentire fuori luogo, è quello che si trova a fronteggiare giornalmente, che non è affatto per lui, anche se lui non si tira mai indietro.
Mio marito è un supereroe.

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